venerdì 2 settembre 2011

piccoli




In te il divino Spirito
dispensa con amore

il pane e la parola

sulla mensa dei piccoli.

Vorrei ricordarmi sempre che sono cristiana solo perché so di essere "piccola" con un Padre che mi ama e mi conduce per mano.

E vorrei essere capace di mettere la mano di tutti i "piccoli" nella mano di questo Padre buono, perché possano fare esperienza del suo struggente amore.

Vorrei che insieme noi piccoli non facessimo che gioire di questo e unirci per coinvolgere nell'amore e nella gioia ogni piccolo della terra.

lunedì 11 ottobre 2010

uomini santi o "comunità sante"?



Studiando perché la Chiesa è definita "santa" e riflettendo sulla relatà ecclesiale mi veniva un pensiero un pò fantasioso: immaginavo una giornata speciale in Vaticano, p.zza San Pietro gremita di gente, giornalisti assiepati e tonache fruscianti, chitarre, cori e incensi ... giornata di canonizzazione, un Papa che solennemente proclama santa ... una comunità! L'immagine mi ha fatto sorridere (tra l'altro mi chiedo se dobbiamo cercare la santità solo nelle canonizzazioni) ma mi è sembrata anche bella. Infondo quante volte ci è capitato di sentire nella comuntà e grazie alla comunità la presenza di Cristo? "Quando due o tre saranno riuniti nel mio nome io sarò in mezzo a loro" ... quante volte lo abbiamo detto o ascoltato? Eppure ciascuno si concentra sul "farsi santo" e la comunità diventa al massimo il "luogo" in cui operare questa ricerca personale, a volte e certo senza volerlo strumentalizzando gli altri ... A me è capitato più volte di sentire il Signore vicino in situazioni di solitudine, ma se ci penso, in diversi modi, gli altri erano presenti, nella proposta fattami di cercare Dio, nella preghiera, nel desiderio urgente di comunicare la gioia che avevo perché non poteva dirsi completamente goduta se non era condivisa. Quanti santi veneriamo con affetto e ammirazione, puntando sempre l'attenzione sul loro rapporto straordinario con Dio. Credo che non consideriamo mai abbastanza il loro legame con la comunità in cui hanno vissuto, fatto di scambio e reciprocità. Ritengo che siamo abbastanza immaturi su questo fronte e che l'idea della "canonizazione di una comunità" sia fantascientifica, anche se ci sono coppie (non solo di sposi) che sono state proclamate sante e in effetti anche gruppi di martiri. Sarebbe interessante fare una ricerca in questo senso per poter proporre alla gente un'esemplarità non sempre e solo individuale ... E sarebbe interessante anche rileggere la Scrittura da questo punto di vista ... credo che abbiamo molto passi da compiere in questa direzione.

venerdì 8 ottobre 2010

inno all'amore

sabato 11 settembre 2010

"semplicemente" cristiano


Queste parole dovrebbero ispirare il nostro essere chiesa, che siamo religiosi o laici, lo spirito mi sembra quello giusto!

Se mi atterrisce l'essere per voi, mi consola l'essere con voi. Perché per voi sono vescovo, con voi sono cristiano. Quello è nome d'ufficio, questo di grazia; quello è nome di pericolo, questo di salvezza.

Sant'Agostino

venerdì 9 luglio 2010

credo scout


CREDO nell'uomo dai grossi scarponi, che con passo libero annuncia pace, incurante dei venti stagionali e del maltempo, docile solo allo spirito, si muove sugli stretti sentieri di DIO che portano ad orizzonti impensati e al cuore della povera gente.

CREDO nell'uomo dai calzoncini corti, dalle ginocchia nude, sempre pronto, senza calcolo a piegarsi in pura perdita per adorare l'unico Signore e Padre.

CREDO nell'uomo dalle maniche rimboccate, presente ove si crea la vita e si costruisce la libertà, che si sporca le mani in opere di giustizia, caparbio nello sperare contro ogni speranza.

CREDO nell'uomo dallo strano cappellone, ridicolo per chi ha paura di perdere la faccia, ma utile per mille usi, adatto a chi vuol vivere da uomo di frontiera, seminando germi di vita nuova anche nel deserto delle nostre città.

CREDO nell'uomo che suda sotto il carico dello zaino, svuotato delle proprie meschine cose e riempito degli angoscianti problemi dell'umanità, buon samaritano che riaccende la gioia di vivere.

CREDO nell'uomo dei boschi, libero e attento a cogliere i segni rivelatori del Mistero nascosto in ogni creatura, per vivere al ritmo della fraternità universale, profeta sicuro di un domani più umano.

In questo uomo io CREDO, Signore aiuta la mia fede.

giovedì 22 aprile 2010

la via per andare in su



"La via per andare in su è quella di scendere in giù" ripeteva san Serafino da Montegranaro. Da un pò di giorni questa frase risuona nella mia mente come un motto e lascio che penetri piano piano nel mio cuore ... non è facile ... non è facile scendere a patti con i miei limiti, troppo spesso mi vorrei perfetta e tale vorrei apparire. Soffro per i miei difetti ma non riesco a prenderla in modo costruttivo, piuttosto mi lascio scoraggiare e questo mi allontana dalla consapevolezza dell'amore di Dio per me.
Un pensiero mi viene in aiuto, magra consolazione forse, ma mi rasserena: quando sperimento il limite e l'errore, la sofferenza e la tristezza posso farne tesoro per imparare a comprendere e solidarizzare. Solidarizzare con chi è limitato, con chi sbaglia, con chi soffre e chi è triste. Posso avere per loro la comprensione e lo sguardo di tenerezza che vorrei per me.
La Grazia del Signore è l'unica forza in grado di aiutarmi a dare concretezza a questo pensiero a questa intenzione. Occorre che mi apra alla Grazia rinnovando quotidianamente la mia preghiera, occorre lasciare che il mio vuoto sia riempito dalla Grazia, che io rivolga le mie speranze e confidi i miei desideri al Signore Gesù, risorto, vivo e realmente presente accanto a me, presente perché io possa ricominciare ogni giorno il mio cammino di perfezione nella carità, secondo i consigli ricevuti in questi giorni da un caro amico. E su sua indicazione oggi voglio pregare con le meravigliose parole del profeta Ezechiele (Ez 36,22-28), realizzate in Gesù crocifisso e risorto, che per primo e per noi ha aperto la strada che scende giù e porta su ...


Annunzia alla casa d'Israele: Così dice il Signore Dio:
Io agisco non per riguardo a voi, gente d'Israele,
ma per amore del mio nome santo,
che voi avete disonorato fra le genti presso le quali siete andati.
Santificherò il mio nome grande, disonorato fra le genti,
profanato da voi in mezzo a loro.
Allora le genti sapranno che io sono il Signore
- parola del Signore Dio -
quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.
Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra
e vi condurrò sul vostro suolo.
Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati;
io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli;
vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo,
toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.
Porrò il mio spirito dentro di voi
e vi farò vivere secondo i miei statuti
e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.
Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri;
voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio.

venerdì 19 marzo 2010

attirerò tutti


"Io quando sarò elevato da terra
attirerò tutti a me"


Gv 12,32


Ieri ho avuto modo, durante una liturgia, di ascoltare queste parole per la prima volta nella mia vita. Molte volte le ho sentite in passato e credevo di averle capite, di averne capito i rimandi all'Antico Testamento, il senso logico, razionale ... ieri mi sembra di averle ascoltate per la prima volta. Non con la mente, ma con le orecchie, il cuore e la pancia.

Giorni di dolore, di domande e di inquietudine, di paura e di stanchezza. Guardavo il Crocifisso e sentivo il nodo stringersi nella gola il macigno pesare sul petto le lacrime salire agli occhi. Guardavo il Crocifisso ripetendo nella mente le parole di un canto di Taizé: "restate qui e vegliate con me, vegliate e pregate, vegliate e pregate". Ero del tutto estraniata da quello che accadeva intorno e continuavo a guardarLo, nudo, solo, agonizzante, miserabile, appeso, "come uno davanti al quale ci si copre la faccia". Lo guardavo quando ho udito il celebrante dire "Io quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me". Ho capito ... ho capito cosa significa "attirerò tutti".

Ho visto i miseri e disperati che ho nel cuore in questi giorni, li ho visti sotto la croce a guardare quel misero, li ho visti prostrati a terra e in loro tutta l'umanità, tutti noi, quando ci capita di essere, una volta o l'altra, i più poveri dei poveri materialmente spiritualmente moralmente ... li ho sognati che alzavano lo sguardo verso quel poveraccio. Elevato sì, ma perché fosse esposta al pubblico ludibrio la sua bassezza. Nessuna condizione fu più miserevole della sua, ricoperto di ignominia seppure il più giusto, disprezzato e perduto seppure Figlio di Dio, ucciso e rifiutato seppure Amore, frainteso e zittito seppure Verità. Chi più misero di lui? Noi ladri, egoisti, traditori, bugiardi, assassini? Meritiamo la nostra condizione. Eppure solo da lì, solo in quel modo noi, proprio noi, possiamo essere attratti e redenti ... tutti, nessuno escluso.

Se ieri avessi visto il Figlio di Dio splendido e bello su un trono celeste, avvolto di luce e fiero, sorridente, profumato, amabile in ogni aspetto, se mi avesse detto "ti amo" non gli avrei creduto! Come avrebbe potuto amare me? Come avrebbe potuto scendere da lassù fino ai più bassi gradini dell'umanità? Come avrebbe potuto accorgersi di quell'angolo buio dove sono rintanati i reietti? E la sua mano splendida non avrebbe potuto stringere la nostra sporca e dolente. Non ci avremmo creduto ... e ogni volta che qualcuno ci offre questo falso amore, pomposo, orgoglioso, pieno di sé, la avvertiamo tutta la distanza.

Invece Tu Gesù, nella penombra, nudo, morente, deriso così attiri tutti, nudi, morenti, derisi. Perché nessuno si può dire misero più di te eppure chiunque, da quel giorno, si può dire amato. Perché quelle braccia scheletriche sono un abbraccio nel quale chiunque può sprofondare e su quel petto imbrattato di acqua, sangue, aceto chiunque può piangere e da quelle mani forate chiunque può lasciarsi accarezzare senza sentirsi umiliato, giudicato, disprezzato, incompreso ...

Quando sono elevato lassù, lassù dove tutti potete vedermi, allora potete guardarmi senza morire, anzi tutti ricevete la Vita. In quel momento tutti voi, popolo dei perduti, dei diseredati, dei violentati, dei disperati, dei soli, degli spaventati, dei vuoti, dei peccatori potete alzarvi e venire tra le mie braccia ... io vi attiro tutti a me. Attirerò anche te, che ancora ti copri la faccia scandalizzato ma per nascondere la tua bruttezza, che ancora disprezzi e giudichi ma per nascondere la tua paura, attirerò anche te, figlio amato, quando ti deciderai a guardarmi anche tu e nella mia miseria potrai finalmente svelare la tua miseria senza morirne.